OMEOPATIA E PATOLOGIE INVERNALI
guida omeopatica alle insidie dell'inverno
dr.ssa M.G. Sacripanti - dr. A. Affinita

tosse

febbre

raffreddore

angina

profilassi antinfluenzale

Con i primi freddi arrivano anche varie patologie, più o meno gravi, caratterizzate da sintomi comuni: tosse, febbre, raffreddore, artralgie, faringiti, angine.
L'omeopatia, come sappiamo, è una terapia "di stimolo" estremamente personalizzata e pertanto, giova sempre ripeterlo, non bisogna mai sostituirsi al medico nella diagnosi della malattia e nei casi seri bisogna sempre rivolgersi ad esso.
Premesso ciò, prendiamo in considerazione le patologie e le sintomatologie più frequenti di questa stagione e quali farmaci omeopatici ci possono aiutare ad affrontarle meglio, tenendo presente che la scelta di un farmaco omeopatico deve essere fatta basandosi sui sintomi in atto e non sulla diagnosi della malattia .


TOSSE

Essa consiste nell'improvvisa espulsione, da parte delle vie respiratorie, dell'aria trattenuta con la chiusura della glottide.
E' comunemente distinta in tosse catarrale (produttiva) e tosse secca.
Quando la tosse è produttiva ha un significato di protezione e pertanto non deve essere ostacolata ma semplicemente modulata, quando invece è secca va sedata per non compromettere la vita di relazione del paziente.
Vi elenchiamo i farmaci più comuni, che presentano sintomi chiari ed inequivocabili, suddividendoli in farmaci per la tosse grassa
e farmaci per la tosse secca.

Tosse grassa
- Pulsatilla: tosse secca di notte che peggiora stando sdraiati e migliora stando seduti, grassa di giorno con espettorato denso
e giallastro che migliora all'aria aperta.
- Ipeca: tosse spasmodica, violenta, soffocante, si aggrava con il movimento e all'aria aperta, migliora con il riposo ed il calore.
Questa tosse si accompagna a nausea, vomito e talvolta epistassi.
- Corallium rubrum: tosse associata a catarro nasale e aggravata dal freddo.
- Kali bichromicum: tosse con notevole espulsione di catarro giallo e filamentoso che aggrava tra le 2 e le 3 di notte.
E' presente dolore dallo sterno al dorso.
- Mercurius solubilis: tosse spasmodica e dolorosa che si aggrava di notte con espettorato denso, muco purulento e giallo-
verdastro, lingua patinosa, sudorazione profusa.

Tosse secca
- Drosera: tosse secca e spastica, lunghi accessi specie notturni che aggravano stando sdraiati, dolori costali e addominali che  migliorano sorreggendo il torace con le mani, cianosi del viso, respirazione sibilante. E' indicata nelle tossi di tipo pertussoide.
- Aconitum napellus: tosse che si manifesta dopo esposizione al freddo secco o al vento, tosse secca a piccoli accessi con sensazione di soffocamento che procura ansia, inquietudine e paura.
- Bryonia: tosse che si manifesta dopo esposizione all'umidità, tosse secca, profonda e dolorosa che scuote tutto il corpo con dolori trafittivi alla testa e al torace, aggravata da ogni minimo movimento.
- Belladonna: tosse secca ad inizio brusco, a lunghi accessi, con sensazione che la testa si spacchi, scatenata da intenso bruciore e secchezza alla gola .
- Rumex: tosse secca, insistente, continua, provocata da sensazione di solletico alla fossetta soprasternale che peggiora respirando aria fredda ed aggrava di sera coricandosi ed al mattino al risveglio.
- Spongia : tosse secca, abbaiante, metallica , aggrava respirando profondamente ed in seguito ad emozioni. Può essere utile
nelle tossi da bronchite cronica.
Se la tosse è su base ansiosa che peggiora tossendo e migliora con la distrazione Ignatia amara può essere molto utile.


FEBBRE

La febbre consiste in una elevazione della temperatura corporea più marcata verso le ore 19-20 e meno verso le 5-6 di mattina.
Questo sintomo è molto frequente e non sempre associato a patologie gravi. E' il sintomo classico dell'influenza che,
puntualmente, arriva nella stagione invernale .

Possono essere utili:
- Aconitum: febbre altissima ad esordio improvviso, specie dopo esposizione al vento freddo secco, pelle secca e bruciante, sete intensa, agitazione fisica e psichica con ansia e paura di morire.
- Belladonna: febbre ad inizio improvviso, pelle calda e bruciante tanto da emanare calore, viso rosso congesto, secchezza delle mucose, pupille dilatate per cui non si sopporta la luce, il paziente suda facilmente soprattutto nelle parti coperte, è abbattuto
ed è aggravato con rumori, con il toccamento e con l'aria fredda.
- Ferrum phosforicum: febbre poco elevata, pelle umida, sudori frequenti che non fanno scendere la febbre, sete poco intensa, brividi, cefalea pulsante e tendenza alle emorragie nasali.
- Eupatorium perfoliatum: temperatura alta di tipo influenzale, brividi lungo la schiena, sete continua, dolori muscolari e
articolari, globi oculari dolenti alla pressione.
- Bryonia: febbre ad inizio graduale con secchezza delle mucose, sete intensa, cefalea aggravata dal minimo movimento, tosse dolorosa.
- Gelsemium: febbre alta, assenza di sete, brividi continui lungo la schiena, sensazione di testa pesante e calda, tremori, prostrazione, pesantezza delle palpebre e delle gambe.
- Rhus tox.: febbre alta, abbattimento, sete intensa di acqua o bevande fredde, indolenzimento e dolori periarticolari con una sensazione di rigidità, miglioramento con il movimento.
- Arnica: febbre poco elevata, viso congesto con naso e corpo freddi, brividi con sete, alito fetido, agitazione nel letto che sembra troppo duro.


RINITE E RAFFREDDORE

La rinite è un processo infiammatorio che interessa la mucosa delle cavità nasali.
Il raffreddore è una malattia respiratoria acuta, strettamente locale, determinata da numerosi ceppi di Rhinovirus. Si manifesta con senso di secchezza del naso e dell'epifaringe, starnuti, lacrimazione, modica cefalea o astenia. Segue poi secrezione nasale sierosa, poi mucosa e filante, compromissione delle funzioni nasali (respirazione difficoltosa, perdita temporanea dell'olfatto).
La durata è di pochi giorni, salvo complicazioni batteriche.

I farmaci omeopatici che ci possono aiutare ad attenuare la sintomatologia sono:
- Aconitum se la sintomatologia insorge dopo esposizione al freddo secco e si hanno starnuti, brividi di freddo, secrezione acquosa.
- Allium cepa se si hanno crisi di starnuti violenti e continui con abbondante secrezione nasale acquosa irritante il naso e le
labbra, miglioramento all'aria aperta .
- Euphrasia se si anno crisi di starnuti con abbondante secrezione nasale acquosa, copiosa lacrimazione irritante gli occhi e le palpebre, aggravamento con l'aria aperta.
- Kali bichromicum se è presente muco vischioso gialloverdastro, se la radice del naso è dolente e c'è perdita dell'odorato.
- Pulsatilla se è presente secrezione giallastra, abbondante e non irritante, aggravata sia all'aria aperta che in ambiente chiuso, perdita dell'odorato e del gusto.
- Nux vomica se si hanno starnuti spasmodici al risveglio seguiti da secrezione abbondante, acquosa ed irritante durante il
giorno, naso chiuso e senza secrezione di notte. Si ha miglioramento all'aria aperta.


ANGINA

Dal latino angere=stringere la gola, consiste in un senso di costrizione dolorosa della gola e difficoltà alla deglutizione causati in genere da patologie del faringe (faringiti e faringotonsilliti).

In omeopatia ci possono essere utili:
- Belladonna se inizia improvvisamente, la gola è rosso lampone come le tonsille, la lingua e rossa e secca, la deglutizione
quasi impossibile, viso congesto, sete intensa, febbre.
- Apis se inizia improvvisamente, fauci color rosato, lucide, visibilmente edematose, dolori brucianti, assenza di sete, con il freddo miglioramento  sotto qualsiasi forma, peggioramento con il caldo.
- Causticum se i dolori sono brucianti come se le fauci fossero scorticate, se si sente il bisogno di deglutire continuamente, se
si ha raucedine che migliora espettorando un po' di muco.
- Phytolacca in presenza di fauci rosso scuro, gonfie, sensazione di soffocare, deglutizione estremamente dolorosa, muscolatura del collo rigida e dolente.
- Hepar sulfur se si ha deglutizione con dolori che si irradiano fino alle orecchie, palpazione esterna estremamente dolorosa, tendenza alla suppurazione. Può essere associato ai precedenti.
- Mercurius solubilis in presenza di tonsille e faringe edematose, rosse, lingua tumida con impronta dei denti, salivazione abbondante, alito fetido, aggravamento notturno, febbre.


PROFILASSI ANTINFLUENZALE

Per la profilassi dell'influenza la medicina omeopatica non prevede l'uso dei vaccini ma preferisce portare l'individuo ad affrontarla
con un efficiente sistema immunitario.

Per ottenere questi si avvale di:

- Farmaci omeopatici immunostimolanti come thymuline (fattore timico serico a diluizioni omeopatiche) da assumere periodicamente.
 
- Bioterapici ottenuti da vaccini antinfluenzali da assumere periodicamente.

- Oligoelementi: gli oligoelementi sono sostanze semplici quali ad esempio metalli, che generalmente si trovano in piccolissime quantità in tutti gli organismi viventi. Essi sono dei biocatalizzatori, cioè delle sostanze che aumentano la velocità di alcune
reazioni chimiche che avvengono nell'organismo. Svolgono inoltre una funzione selettiva, accelerando solo le reazioni favorevoli
alla integrità dei tessuti.
Manganese e rame. Questa associazione è particolarmente indicata nelle frequenti infezioni del tratto respiratorio, associate a sinusiti e bronchiti. Il Manganese ha una azione regolatrice sulla liberazione di istamina e agisce contro i radicali liberi; il Rame è utile nei processi infiammatori e come stimolante delle difese immunitarie.

- Fitoterapia: nel caso di riniti e raffreddore si preferisce usare la gemmoterapia che, utilizzando come materia prima gemme e giovani germogli, consente di avere una risposta terapeutica più efficace rispetto ai preparati ottenuti dalla pianta già formata
( ad es. tinture madri ).
Rosa canina: le gemme sono molto più ricche in vitamina C della pianta adulta. Ha una notevole azione antiossidante e
protettiva e partecipa a numerose reazioni biologiche anche a livello del sistema immunitario.
Ribes nigrum: oltre alla vitamina C, contiene altre sostanze che agiscono a livello della corteccia surrenale stimolando la
normale secrezione di cortisone con conseguente effetto antinfiammatorio.