Linee guida per una sana alimentazione (Italiana)

introduzione peso corporeo meno grassi più fibra
i dolci l' alcool variare l'alimentazione mediterranea

Introduzione

Nel corso degli ultimi trent'anni, l'alimentazione degli italiani è profondamente cambiata.
Lo sviluppo dell'economia, i grandi mutamenti sociali, la spinta a raggiungere un più elevato tenore di vita, hanno fatto emergere
la tendenza a consumare con maggior frequenza e in più larga misura quei generi alimentari un tempo considerati rari e pregiati.
La possibilità di nutrirsi con una maggiore varietà e ricchezza di cibi ha portato indubbi benefici, con la scomparsa pressoché
totale delle cosiddette carenze nutrizionali.
Per contro, la prevalente tendenza a mangiare più del necessario, spesso accompagnata da notevoli squilibri fra i vari componenti della dieta, ha portato gli italiani ad essere più esposti ad altri gravi rischi, come la maggiore incidenza di obesità, di ipertensione, di arterosclerosi, di diabete, ecc.
E tutto ciò si è verificato, paradossalmente, come conseguenza dell'abbandono di quella dieta italiana tipicamente mediterranea che invece altri paesi ricchi hanno preso a modello di sana alimentazione. L'adozione, o comunque il recupero,
di un adeguato comportamento alimentare si rende, dunque, necessario per diminuire i rischi per la nostra salute evitando, oltretutto, inutili sperperi per l'economia familiare.
In conclusione, si può affermare che le necessità nutrizionali della popolazione media italiana suggerite, ad esempio, nei "Livelli
di assunzione raccomandati di energia e nutrienti per gli italiani" (i cosiddetti LARN), sono ormai generalmente soddisfatte.
Tenuto conto di questo fatto, le Linee guida per una sana alimentazione italiana intendono indicare nel modello delle più
tradizionali abitudini alimentari italiane che ognuno di noi dovrebbe seguire o tornare a seguire, lo strumento per star meglio mangiando meglio.


Che cosa sono le linee guida

Le Linee guida per una sana alimentazione italiana sono un insieme di principi e raccomandazioni elaborati da un gruppo di esperti dei diversi aspetti della nutrizione umana, sulla base delle evidenze scientifiche raccolte in tema di rapporto tra alimentazione e salute.


Peso corporeo

Mantenersi nei limiti del peso normale contribuisce a vivere meglio e più a lungo.

L'eccesso di peso nei suoi vari gradi, come sovrappeso, obesità di medio grado e obesità di alto grado, è per lo più il risultato di abitudini alimentari squilibrate dal punto di vista energetico: 
troppe calorie introdotte con il cibo rispetto a quelle necessarie.

Oggi in Italia poco meno della metà degli adulti oltre i 30 anni è in sovrappeso, e di questi un quinto è decisamente obeso. 
La tendenza in questa direzione si profila, in misura più o meno accentuata, già tra i bambini e gli adolescenti.

É perciò importante mantenere, o far rientrare, il peso nei limiti normali. Ciò consente di prevenire la comparsa di malattie oggi a più larga diffusione, come diabete, ipertensione, cardiopatia coronarica, che costituiscono, in particolar modo per l'adulto tra i 30
e i 60 anni, i rischi maggiormente associati all'obesità.

L'eccesso di peso va dunque combattuto, non soltanto sotto l'aspetto estetico e per una maggior efficienza fisica, ma soprattutto per la salute.

L'unica via per prevenire o ridurre il sovrappeso e l'obesità consiste nell'equilibrare la propria alimentazione, avendo cura di soddisfare l'appetito con alimenti di più basso valore energetico e con alimenti ricchi di fibre vegetali. Questo equilibrio alimentare viene ritenuto utile anche per una azione preventiva contro lo sviluppo di tumori. 
Nelle abitudini di vita, in ogni caso, deve trovare spazio anche un idoneo esercizio fisico che, oltre a far "spendere" più calorie, contribuisce al buon mantenimento delle funzioni cardiocircolatorie e respiratorie e del tono muscolare.

COME COMPORTARSI

Lo schema seguente consente ad ognuno di noi di verificare rapidamente se è nei limiti normali di peso, sottopeso, sovrappeso,
o obeso.  

SCHEMA PER LA VALUTAZIONE DEL PROPRIO PESO

COME SI USA
Unite con un righello i metri corrispondenti alla statura (riga verticale di sinistra) con i chilogrammi relativi al peso (riga verticale di destra). 
II punto di incontro della linea tracciata dal righello con la riga centrale indicherà la fascia nella quale si colloca il vostro peso (sottopeso, normale, sovrappeso, obeso). Si precisa che la riga centrale rappresenta "l'indice di massa corporea"(IMC) ottenuto dividendo il peso (in Kg.) per il quadrato della statura (in metri).


Meno grassi e colesterolo

Studi condotti in più parti del mondo indicano che alti livelli di colesterolo nel sangue rappresentano un serio rischio di malattia delle coronarie e del cuore, fino all'infarto, alla morte improvvisa, ecc.

Ciò costituisce un problema, oggi particolarmente importante  anche in Italia, dove, con il cambiamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari, la colesterolemia presenta la tendenza 
a raggiungere valori superiori a quelli desiderabili.

Osservazioni su gruppi di popolazione hanno, peraltro, dimostrato che, modificando il comportamento alimentare, è possibile ridurre il livello della colesterolemia.

Infatti, in aree del Mezzogiorno d'ltalia dove le tradizionali abitudini alimentari mediterranee sono ancora seguite, l'introduzione di alimenti di origine animale, più ricchi di grassi saturi e di colesterolo, 
si è dimostrata capace, in un breve arco di tempo, di elevare la colesterolemia a livelli di rischio; il ritorno alle precedenti abitudini ha rapidamente normalizzato la situazione.

Per abbassare la colesterolemia e prevenire il rischio di insorgenza della cardiopatia coronarica, appare di conseguenza necessario, sin dalla tenera età, evitare di mangiare troppo e consumare, complessivamente, meno grassi e colesterolo.

Per gli stessi fini è preferibile consumare alimenti come il pesce (ricco di particolari acidi grassi polinsaturi), e gli oli vegetali e,
tra questi, l'olio d'oliva.


                                                                             COME COMPORTARSI


Più amido e più fibra

L'amido, che nella nostra alimentazione è assicurato soprattutto da cereali e derivati, dai legumi secchi e dalle patate,
rappresenta ancora il maggiore componente della razione alimentare italiana, anche se il suo apporto si è ridotto dal 60%
circa delle calorie totali (anni '50) all'attuale 45%.

Gli alimenti ricchi di amido (pane, pasta, riso, patate, polenta, legumi secchi, ecc.) forniscono, insieme all'energia (cioè calorie), anche proteine, vitamine e sali minerali. In più, buona parte di essi aiuta a introdurre nell'organismo un certa
quantità di fibra, che viene così ad aggiungersi a quella contenuta negli ortaggi e nella frutta.

Perché dobbiamo preoccuparci della fibra e perché essa è utile all'organismo?

La fibra è l'insieme di quei componenti degli alimenti vegetali che non sono digeribili dall'uomo. Vi sono fibre con strutture
chimiche diverse, come quelle insolubili presenti nei cereali (cellulosa e lignina) e quelle solubili contenute nella frutta
(pectina), che hanno effetti fisiologici diversi, tutti utili al nostro organismo.
A seconda del tipo, infatti, la fibra contribuisce, nel caso della cellulosa, a regolare le funzioni e l'igiene intestinali; nel caso
della pectina, a controllare glicemia e colesterolemia. La fibra, inoltre, dà un importante contributo al volume del cibo ingerito e quindi al raggiungimento del senso di sazietà.
É bene, perciò, consumare, sotto le più varie forme, alimenti contenenti fibra (cereali e pane, anche integrali, frutta, verdura,
ortaggi e legumi, i quali ultimi contengono entrambi i predetti tipi di fibra), comprendendoli abitualmente nella alimentazione giornaliera.

Bisogna anche tener presente che ad una regolare funzione intestinale è stata attribuita una azione protettiva contro lo sviluppo
di tumori.

COME COMPORTARSI



Il sale (meglio poco)

Gli italiani consumano troppo sale: in media dai 10 ai 14 grammi a testa al giorno. Ciò è molto più del necessario, e può
favorire, particolarmente in persone predisposte, l'instaurarsi della ipertensione arteriosa. Per prevenire o ridurre questo rischio occorre usare meno sale.
Nelle popolazioni che consumano meno di tre grammi di sale al giorno, l'ipertensione è una malattia rara.

Tutto il sale di cui abbiamo bisogno è già contenuto negli alimenti allo stato naturale. Certo, alcuni ne sono più ricchi di altri,
ma nessuno raggiunge livelli preoccupanti.

Da dove proviene quindi l'eccesso di sale che ingeriamo? 
Le origini sono diverse:

Tutto ciò perché siamo abituati a mangiare in modo decisamente saporito. Ed invece, eccetto che nei casi in cui si è esposti a prolungata e acuta sudorazione (sola condizione in cui un maggior consumo di sale può essere necessario), il sale va ridotto al minimo indispensabile ed il palato si abituerà facilmente ad apprezzare nuovamente il gusto naturale dei cibi.
Ridurre il sale non fa male a nessuno, anzi può far bene a tutti.

                                                                      
COME COMPORTARSI


I dolci

Varietà nella scelta dei cibi e moderazione nelle quantità che si consumano costituiscono le basi di una corretta alimentazione. Anche il consumo di dolci va visto sotto questa luce.

Fra gli alimenti dolci alcuni apportano diverse sostanze nutrienti, altri costituiti prevalentemente, se non esclusivamente, da zucchero forniscono calorie e poco d'altro; di conseguenza il loro consumo deve essere controllato e limitato.

Il consumo frequente e continuo di alimenti e/o bevande zuccherate può esporre al rischio di carie dentarie qualora manchi l'abitudine o l'occasione di una accurata igiene orale.

Ciò non vuol dire che sia necessario ricorrere ai sostituti dello zucchero (saccarina, aspartame, ciclammati, ecc), perché
anche il loro uso non controllato può risultare, per altri versi, rischioso.

Il consumo dei dolci va in ogni caso considerato nel quadro di una alimentazione equilibrata.  

COME COMPORTARSI